Il lancio del Falcon Heavy: l’architettura modulare nel settore aerospaziale

In un precedente contributo sul nostro blog, avevamo definito il concetto di modularità, cioè la progettazione di un qualsiasi sistema a partire da componenti semplici connesse tra loro, chiamate moduli. Bene, l’architettura modulare ora è sbarcata nello spazio.
Qualche settimana fa, infatti, in un clima di entusiasmo che non si vedeva dai tempi gloriosi delle missioni Apollo, il razzo vettore Falcon Heavy è stato lanciato in orbita, con a bordo un carico assai singolare: un manichino e la Tesla Roadster del visionario proprietario di Space X, Elon Musk.
Falcon Heavy è composto da 3 razzi Falcon 9, dove 9 è il numero di motori di ciascun razzo. Al termine dell’operazione di lancio, i Falcon 9, attualmente i razzi più potenti del pianeta, si sono dolcemente staccati dal vettore e sono atterrati autonomamente, pronti per essere riusati nel lancio successivo. Questo successo conferma i vantaggi della modularità: componibilità e riusabilità. Le componenti costitutive, infatti, non dovranno essere fabbricate ex novo, ma saranno già disponibili per le imprese che avverranno negli anni a venire. Sarà sufficiente, infatti, configurare il sistema in funzione del carico e della destinazione, e si otterrà un taglio dei costi che altre società, ben più blasonate, non riescono a conseguire. I numeri parlano da soli: Falcon Heavy è capace di trasportare un carico di 64 tonnellate di materiale per “soli” 90 milioni di dollari: spiccioli, in confronto ai 300 milioni richiesti dalla concorrente più diretta, United Space Alliance, per trasportare 32 tonnellate.
Le ricadute di questo successo, che va ben oltre il prevedibile ritorno d’immagine della Tesla, sono estremamente concrete: Space X, infatti, fino a pochi anni fa poco più che una start-up, ha visto schizzare in alto le commesse: diverse imprese da ogni parte del mondo si sono messe in fila per affidare dei lanci di materiale spaziale a questa società tutto sommato piccola, specie se comparata alle altre che hanno sempre dominato il settore. Di sicuro ci sarà il lancio di un satellite arabo per le comunicazioni e di diversi Air Force, e on prospettiva, in un futuro che Musk vede come non troppo lontano, si parla del lancio di lancio di satelliti per la telefonia e per la distribuzione su larga scala di internet dallo spazio.
L’azienda, quindi, che ha una storia tutto sommato recente (è stata fondata nel 2002), ha procurato, per dirla col Sole 24 ore, che ha dedicato diversi articoli alla vicenda, “un bel mal di testa ai diretti concorrenti”, colossi del calibro di Boeing e United Space Alliance, e ha dimostrato che l’architettura modulare può consentire in molti settori, compreso quello aerospaziale, delle imponenti economie di scala, liberando risorse che possono essere impiegate diversamente, a tutto vantaggio delle aziende e dei clienti.

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